🎨 L'ARTE NON SI PIEGA

Storie di pittori, musicisti e poeti che hanno trasformato la creatività in un atto di libertà.

L'ARTE NON SI PIEGA è la nostra rubrica e collana multimediale dedicata alle storie straordinarie di artisti di ogni settore e da tutto il mondo che hanno rifiutato il silenzio di fronte alla tirannia, all'ingiustizia e ai regimi.

Attraverso un calendario della memoria fatto di biografie, tele, canzoni e parole, raccontiamo come la bellezza si sia fatta scudo a difesa della democrazia. Dalle montagne partigiane italiane alle chitarre dell'America Latina, fino alle voci che hanno abbattuto l'Apartheid: la cultura della libertà non si recinta. E non si piega.


ADDIO A DAVID HOCKNEY: LA LIBERTÀ DEL COLORE, LA FORZA DELLE SCELTE 🎨

Ci ha lasciati David Hockney, uno dei più straordinari e rivoluzionari artisti del nostro tempo.

Apparentemente lontano dal racconto storico tradizionale, Hockney ha in realtà dedicato l'intera esistenza a un valore che ci è profondamente caro: la libertà radicale. Quella di vivere senza nascondersi, di sfidare i dogmi dello sguardo e di rivendicare la propria identità e le proprie scelte individuali, anche quando il contesto storico e le leggi remavano contro.

Nel nostro logo e nelle nostre grafiche, la scelta di far dialogare i sentieri della memoria partigiana con i colori accesi, netti e pieni di luce della Pop Art e della lezione di Hockney non è casuale. È il nostro modo di ricordare che la Resistenza non è solo una pagina in bianco e nero custodita negli archivi, ma un patrimonio vivo, luminoso e dirompente. I boschi in cui i giovani di ieri scelsero la libertà meritano di essere raccontati con la stessa vivida energia di un futuro tutto da dipingere.

Oggi salutiamo un maestro della luce. Continueremo a raccontare il coraggio di chi sceglie, anche attraverso la forza dei colori.


Renato Guttuso e l'arte come "Gott mit Uns"

Il mese di giugno è perfetto per ricordare il suo impegno intellettuale attraverso la rivista "Realismo", il cui primo numero fu fondato proprio a Milano nel giugno 1952.

 Guttuso è il pittore della Resistenza per eccellenza. La sua opera Gott mit Uns (Dio è con noi) — che ritrae i corpi dei civili fucilati dai nazisti — è un'icona visiva della barbarie nazifascista. 

 (Realismo)."L'arte non è un rifugio, è una trincea. Nel giugno 1952 nasceva 'Realismo', la rivista con cui Renato Guttuso ribadiva che l'artista deve stare dalla parte degli oppressi. Oggi, come allora, la cultura è lo strumento più potente per non dimenticare e per difendere la dignità umana."

La voce che sconfisse l’Apartheid 🌍🎤

La Resistenza non ha confini, non ha un’unica lingua e non si ferma mai. Oggi ricordiamo una delle più grandi partigiane della libertà del Novecento: Miriam Makeba, "Mama Africa".

Bandita dal Sudafrica per aver denunciato l'orrore del regime razzista, ha vissuto trent'anni in esilio. Le tolsero tutto, ma non la sua voce. Con la musica ha dimostrato che l'arte può essere la più potente arma contro l'oppressione.

 Il 16 giugno si celebra la Giornata del Bambino Africano, in memoria del massacro degli studenti a Soweto (1976). Miriam passò i mesi di giugno successivi in prima linea nei festival globali, usando le sue canzoni come cassa di risonanza per denunciare quella strage e dare voce alla resistenza del suo popolo.

Fino all'ultimo respiro: Il suo filo rosso con la libertà si è teso fino all'Italia. Il 9 novembre 2008, Miriam ci ha lasciati a Castel Volturno, spegnendosi subito dopo un concerto contro la camorra e il razzismo. Ha resistito fino all'ultimo istante.

Per noi, ricordare Miriam Makeba significa che la memoria è globale: ovunque ci sia un sopruso, la lotta per la democrazia ci riguarda.

Cantacronache, quando la musica scelse la libertà

30 giugno 1960: Genova si solleva contro il ritorno del fascismo nelle piazze. In quegli stessi anni, i Cantacronache trasformavano la canzone in un’arma di difesa democratica e coscienza civile. Con la nostra rubrica "L'arte non si piega", rendiamo omaggio a quegli artisti che hanno capito che la libertà non è un’eredità scontata, ma un valore da raccontare e custodire ogni giorno. La Resistenza non è solo passato, è una responsabilità verso il futuro.
Cantacronache è stato un collettivo di musicisti, letterati e poeti formatosi a Torino nel 1957 con lo scopo di valorizzare il mondo della canzone di protesta attraverso l'impegno sociale. Era formato da Sergio Liberovici e Michele L. Straniero, fondatori, cui si aggiunsero Fausto Amodei e Margot,
 pseudonimo di Margherita Galante Garrone, moglie di Liberovici.
Il brano forse più famoso del repertorio è, ancora oggi, Per i morti di Reggio Emilia, composto e inciso da Fausto Amodei all'indomani della strage di Reggio Emilia del 7 luglio 1960. Celebri anche Dove vola l'avvoltoio? e Oltre il ponte, entrambe con testo di Italo Calvino e musica di Sergio Liberovici, e La zolfara (testo di Michele L. Straniero e musica di Fausto Amodei), portata contemporaneamente al successo da Ornella Vanoni.

4 luglio: l’America celebra l’Indipendenza. Noi celebriamo il coraggio.

Nel 1939, Billie Holiday portava alla luce Strange Fruit, una poesia d'accusa contro i linciaggi degli afroamericani nel Sud degli Stati Uniti. Una canzone così potente e disturbante che la sua etichetta discografica si rifiutò di inciderla, e che le costò il mirino fisso del Federal Bureau.

Non ci sono metafore da decodificare, non c'è una tecnica vocale da analizzare. C'è solo la voce di Lady Day che si fa carico del dolore di un intero popolo.

Per la nostra rubrica #LARTENONSIPIEGA, oggi non aggiungiamo parole. Ci mettiamo solo in ascolto.

Se volete capire fino a che punto il potere politico abbia temuto questa canzone, vi consigliamo di guardare il film "Gli Stati Uniti contro Billie Holiday" (2021).

Il film racconta la spietata persecuzione del Federal Bureau contro Lady Day, identificata come "nemico pubblico" solo perché si rifiutava di depennare Strange Fruit dalla sua scaletta. Per il governo, quel brano era benzina sul fuoco del movimento per i diritti civili.

Nel video allegato potete vedere la potentissima scena in cui l'attrice e cantante Andra Day fa rivivere quel momento esatto: la solitudine di Billie sul palco di un grande teatro, il silenzio della sala e la forza di una canzone che nessuno è mai riuscito a piegare. 

MARC CHAGALL: I COLORI CHE I DITTATORI NON SONO RIUSCITI A BRUCIARE

A prima vista, i quadri di Marc Chagall nato il 7 luglio 1887 Bielorussia, sembrano favole della buonanotte: sposi che volano sopra i tetti, violini sospesi nell'aria, asini blu e atmosfere incantate. Ma dietro quel candore e quella leggerezza si nasconde una delle più straordinarie e tenaci resistenze culturali del Novecento.

Chagall ha dovuto fare i conti con la furia dei totalitarismi per tutta la vita. E a tutti ha opposto lo stesso, irriducibile rifiuto: quello di piegare la propria arte.

Fuggito prima dalla Russia sovietica, che voleva imporgli il realismo di Stato e la propaganda, si rifugiò in Francia. Ma lì dovette affrontare il mostro più grande: il nazismo. Nel 1937 le sue opere vennero incluse dai gerarchi hitleriani nella famigerata mostra dell'"Arte Degenerata"; i suoi quadri vennero sequestrati, messi alla gogna e, in molti casi, bruciati.

Nel 1938, mentre l'Europa scivolava nel buio delle leggi razziali e dei pogrom, Chagall rispose non con la paura, ma con una tela monumentale: La Crocifissione bianca. Un grido di dolore universale in cui denunciò i villaggi in fiamme, i profughi in fuga e l'orrore delle persecuzioni.

Costretto a un esilio rocambolesca oltreoceano nel 1941 per salvarsi la vita, Chagall non ha mai permesso alla guerra e alla violenza di spegnere la sua tavolozza. Ha continuato a far volare i suoi amanti e i suoi violinisti, dimostrando che la fantasia e la libertà interiore sono le prime e più potenti armi contro ogni oppressione.

I dittatori passano, i regimi crollano. I colori della libertà restano.

Perché #LArteNonSiPiega.


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