2 marzo 2026 - 10 anni da Paulin
Il 4 marzo 2016, Canale (CN) si è fermata per salutare
Paulin, il partigiano Valter.
In questo video, i momenti più toccanti del funerale
dell'ultimo esponente della 23ª Brigata Canale: dalle suore di clausura in
preghiera al canto spontaneo di "Bella Ciao". Una vita dedicata alla
libertà e alla memoria.
Dante Faccenda
RICORDO DI
PAOLO PASQUERO AL SUO FUNERALE
Venerdì, 4 marzo 2016
E’ duro, per tutto Canale e non
solo, accettarne l’assenza; ma particolarmente per noi dell’Associazione Franco
Casetta da Lui fortemente voluta perché nel tempo raccogliesse il testimone
dell’altra Associazione, la “Tonio Ferrero”, sempre da lui fondata e diretta,
che comprendeva tutti i partigiani superstiti della gloriosa XXIII Brigata
Canale.
Nel dicembre del 2007 Paolo aveva
diffuso a largo raggio, indirizzandolo soprattutto ai giovani, un messaggio
appassionato di cui mi piace citare alcune frasi perché oggi hanno il sapore di
un testamento spirituale:
«… Quale futuro avranno la
tradizione e i Valori della lotta antifascista, antidittatura? – dice Paolo - …..
Lo scorrere naturale della vita priverà a poco a poco l’Italia degli ultimi
Partigiani che vissero quel periodo. …. Le giovani generazioni devono essere
rassicurate che i Valori della Resistenza non saranno dimenticati. …. Di qui la
necessità di formare un gruppo di volenterosi che intendano essere i
continuatori dei Partigiani, rappresentando e conservando il patrimonio ideale
della Resistenza nella coscienza civile di oggi e delle generazioni future ….
Aiutateci a costituire un movimento di massa e di opinione che si radicalizzi
nelle nuove generazioni le quali non dovranno mai dimenticare gli Alti Ideali
per cui tanti uomini e donne hanno sacrificato la propria vita …».
Oggi quel
gruppo, l’Associazione Franco Casetta, che si è costituita da diversi anni sotto
la sua ispirazione è qui, siamo qui, al completo a rendere omaggio al nostro
Presidente e a rinnovare il nostro impegno di coerenza con gli ideali che Paolo
ci ha indicati.
Ma dalla
presenza di questa imponente moltitudine di persone, sindaci, autorità, associazioni,
numerose e significative rappresentanze, constatiamo quanto sia percepita e
sofferta da tutta la società civile questa
dolorosa e irrimediabile assenza di Paolo.
Questa
sensazione di un vuoto incolmabile ci rincorrerà ancora per molto tempo ad ogni
4 Novembre, ad ogni Festa del Faro degli Alpini e soprattutto ad ogni 25 Aprile,
dove percepiremo la mancanza di qualcosa di essenziale a cui Paolo ci aveva da
sempre abituati. Ci tornerà ancora nel pensiero l’immagine di Lui, quando, dopo
i discorsi ufficiali, a volte ampollosi e sovente retorici, si presentava al
microfono col suo tipico fare dimesso e dignitoso ad un tempo; estraeva di
tasca i suoi fogli già consunti dal pluriennale uso ed iniziava il più efficace
dei discorsi: quell’interminabile puro elenco di nomi, privo di superflui
commenti, seguiti semplicemente ciascuno da quella martellante, ma raggelante
indicazione anagrafica: « … di anni 19, … di anni 18, … di anni 20 …» suscitava
un crescendo di consapevole indignazione e commozione; era più efficace, più
significativo di qualunque discorso.
Ma, oltre a
quegli elenchi, Paolo ha voluto e saputo parlare e scrivere sempre di valori di
Pace, Libertà, Democrazia in ogni manifestazione, nelle moltissime interviste,
nelle scuole dove le sue descrizioni da testimone diretto degli avvenimenti
resistenziali ha catturato l’intensa partecipazione di generazioni di giovani. E’
stata, la sua, una testimonianza a viso aperto, anche quando non era facile
sfidare le ironie e a volte anche le derisioni di chi si ostina ancora,
colpevolmente, a liquidare il senso della Resistenza con giudizi tanto
superficiali quanto presuntuosi, accusandone di retorica i portavoce.
Ricordare oggi il corposo
patrimonio di valori che Paolo ci lascia, sfugge ad ogni tranello di retorica
puramente emotiva perché si tratta di concretezza di cose e di esempi tangibili
che sono sotto gli occhi di tutti.
La concretezza è rappresentata dal preziosissimo patrimonio del suo archivio storico. Infatti la dedizione di Paolo alla causa della Resistenza non si era esaurita, come per molti altri, deponendo le armi nel 1945, ma si era fatta missione: quella di cercare e raccogliere negli anni ogni minima testimonianza di quel periodo storico. Ne è nato, a casa sua, un eccezionale, corposo archivio dove migliaia di scritti, testimonianze, fotografie, oggetti documentano preziosamente il periodo storico di Canale e del Roero soprattutto dal 1941al 1945. Si tratta di un patrimonio storico di inestimabile valore documentaristico che da qualche tempo Paolo ha concesso all’Associazione Franco Casetta di catalogare e riordinare in modo che rimanga punto di riferimento prezioso per ogni ricerca ed approfondimento storico.
Ma altrettanto
tangibili e concreti sono tanti altri valori che il nostro Paulin ci ha
lasciato e che intendo appena accennare, permettendomi di entrare in punta di
piedi, nella sua sfera più personale, perché so che Lui non sarebbe contento di
un panegirico.
Ciò che tutti
abbiamo sempre ammirato nell’amico Paulin è stata la serenità e limpidezza del
suo animo, che ha conservato negli anni lo stesso entusiasmo giovanile di quel
“Valter” – suo nome di battaglia - che, non ancora diciottenne, aveva
generosamente e pericolosamente imbracciato le armi.
Conoscendolo
bene so che tale limpidezza d’animo derivava da una Fede ed una religiosità
convinte e profonde, semplici e riservate. Lo testimonia, tra l’altro, il suo
storico, affettuoso attaccamento un tempo al Convento dei Frati Francescani; in
seguito e fino all’ultimo, al Monastero delle Suore Sacramentine che oggi
abbiamo visto schierate sulla gradinata del monastero a salutarlo pregando
commosse.
Di questa sua
bontà d’animo, radicata in una personalità dai saldi principi, dalla fattiva
laboriosità, da un alto senso dell’onestà e del dovere, si è impreziosita la
sua bella, numerosa famiglia che potrà sempre sentirsi orgogliosa di aver avuto
un così grande papà.
A Maria,
Beppe, Piera, Anna, Carla, Domenico e loro familiari un affettuoso abbraccio.
perdonami queste
parole che tu non mi avresti permesso di dire e noi ti perdoniamo di non aver
voluto aspettare, per pochi giorni, l’annuale appuntamento del 6 – 8 marzo per
la commemorazione delle famose battaglie di Cisterna e di Santo Stefano che ti
avevano visto protagonista coraggioso. Anche lì, dove per una vita hai segnato
la tua significativa presenza, sentiremo da quest’anno la tua mancanza con un forte,
commosso rimpianto.
Oggi, con la tua
dipartita, ultimo superstite della gloriosa XXIII Brigata Canale, hai raggiunto
gli altri compagni di battaglia che ti hanno preceduto. Bene, ritrovatevi,
ricostituite i ranghi, organizzatevi ancora in un ultimo Campo, questa volta definitivo;
ma fatelo con le tecniche di assedio ai
piedi del Signore e della Madonna e siate ancora Resistenti, ogni giorno, questa
volta per chiedere ed ottenere un po’ più di Pace, di Libertà, di Democrazia in
questo mondo disastrato.
E per la tua
Famiglia e per noi chiedete un po’ del tuo giovanile e coraggioso entusiasmo
per ogni giusta causa.
Grazie,
Paulin!
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