1° Giugno 1944 – 1° Giugno 2026: Per non dimenticare.
Oggi, chi passa lungo la statale 29 nella zona del BigStore
(ex casa cantoniera), forse non sa che quel luogo è bagnato dal sangue di
quattro giovani partigiani, fucilati dai fascisti esattamente 82 anni fa.
La lapide in fotografia li ricorda, e noi vogliamo dare una
storia a quei nomi:
🔹 Pietro Botto
"Pietro" (17 anni, di Dogliani). Ferito a Castino in uno scontro con
la squadra anti-partigiana dei "Diavoli neri", fu ricoverato ad Alba.
Tradito da una delazione, venne arrestato e trasferito nelle carceri di Asti.
🔹 Guido Cane
"Balilla" (19 anni, di Diano d'Alba) e Bartolomeo Squarotti "Sergio"
(32 anni, di Sanremo). Vennero catturati nella notte tra il 16 e 17 maggio al
"ciabot Piovan", sulla collina tra Roddino e Cissone, a causa di
infiltrati fascisti. Con loro fu catturato anche il comando dei "Diavoli
rossi" (poi deportati in Germania, da dove nessuno tornò), mentre il
tenente "Nanni" (Giovanni Latilla) riuscì a salvarsi saltando
rocambolescamente dal camion in corsa.
🔹 Virgilio Scioratto
"Bigi Bigi" (21 anni, di Asti). La sua è una storia cinematografica:
militare infiltrato nell'Ufficio Politico Investigativo fascista, collaborò
segretamente con la Resistenza, favorendo anche l'evasione di 4 partigiani.
Scoperto l'inganno, fuggì e si unì ai "Diavoli rossi" di Squarotti,
prima di essere catturato a Dogliani.
I fascisti li accusarono ingiustamente dell'uccisione di un
soldato a Mussotto d'Alba per giustificare la condanna a morte.
Quattro destini diversi uniti nello stesso tragico finale,
per regalarci la libertà che oggi diamo per scontata. Onore a loro. 🇮🇹
Ricordo tratto da “Strade delle Memorie Partigiane” – volume
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